Nell’ambito del progetto di MONTAGNA TERAPIA, con gli amici dell’AU.DI.DO.

Località di partenza: Grand Croix m. 1874

Dislivello: m. 325

Difficoltà: E

Lunghezza del percorso: km. 10.00 A/R

Descrizione: dal parcheggio denominato “della Grand Croix”, si procede su strada sterrata, passando nell’antico borgo, ormai decadente. Una strada sulla destra con numerose svolte ci condurrà all’inizio della maestosa diga. Attraversata la diga sempre su strada sterrata, con un picco sforzo, si giunge al Forte.

Descrizione culturale-naturalistica dell’itinerario:

Il forte Varisello (Fort de Variselle in francese) è ora il più grande dei 3 forti del primo sbarramento del Moncenisio (forti Cassa, Varisello e Roncia). Centro del comando della piazza, è sito sull’altura del Varisello. Era servito dalla diramazione di 700 metri della strada militare che, partendo dalla borgata Gran Croce di Venaus, si inerpicava lungo le pendici del monte Varisello giungendo sino alla Batteria Pattacroce.

L’operatività del forte fu alquanto ridotta nel tempo: già nel primo decennio del Novecento venne parzialmente disarmato in quanto le sue strutture in muratura non erano adatte a resistere ai colpi delle granate torpedini; venne utilizzato, tra il 1909 ed il 1910, come bersaglio per le prove di tiro di artiglieria dei nuovi cannoni 149 A e per valutare gli effetti dei nuovi proietti sulle murature in pietra. A seguito del bombardamento, il lato occidentale del forte subì gravi danni ed il crollo pressoché completo delle casematte: data la scarsa resistenza della tecnica costruttiva delle fortificazioni in pietrame ai nuovi tipi di armi da artiglieria, il 10 gennaio 1910 i forti Varisello, Roncia e Cassa del Moncenisio vennero radiati dal novero delle fortificazioni attive e furono utilizzati solo come magazzini ed alloggi per le truppe di stanza in zona.

In seguito alla sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale ed alle condizioni del trattato di Parigi, la zona del pianoro del Moncenisio venne ceduta alla Francia e, di conseguenza, anche il forte. Attualmente la costruzione è in buone condizioni di conservazione, escludendo i danni nettamente visibili e riferibili ai cannoneggiamenti, effettuati dallo stesso Regio Esercito italiano per esercitazione, del 1909 – 1910. Il forte non è visitabile all’interno per pericolo per l’instabilità della struttura e pericolo di crolli.

La diga del Moncenisio, situata a oltre 2000 metri sul confine italo-francese, è un imponente sbarramento artificiale costruito tra il 1962 e il 1968 da EDF (Électricité de France). Con un’altezza di 120 metri, crea un invaso da 320-360 milioni di m cubi d’acqua, fondamentale per la produzione idroelettrica italiana e francese.

Il Lago Originale: Prima della diga, la piana ospitava un lago naturale più piccolo, un ospizio, e diverse strutture, oggi sommerse.

Prima Diga (1921): Una piccola diga iniziale fu costruita nel 1921, quando la zona era territorio italiano, per alimentare la centrale di Venaus in Val di Susa.

La Grande Diga (Anni ’60): La costruzione attuale ha comportato la sommersione del vecchio paesaggio, inclusi alpeggi e il vecchio ospizio.

Risorsa Strategica: Oggi, il bacino gestito da EDF alimenta sia le centrali francesi di Villarodin-Bourget che quella italiana dell’Enel a Venaus.

Iscrizioni solo in forma scritta presso i contatti dei coordinatori dell’attività entro giovedì 25-06-2026

Coordinatori dell’attività: Doretta Cattaneo 349-3926785, doretta.cattaneo58@gmail.com – Palma Toto 334-1185057 palma_toto@hotmail.it

Eventuali non soci CAI dovranno versare la quota di 12.95 € per la copertura assicurativa giornaliera, in tal caso, comunicare: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale e data di nascita almeno 2 giorni prima della data di escursione.

Note varie:

– abbigliamento e calzature adeguati ad ambiente di alta montagna, periodo di inizio estate, rifornimento di acqua, crema solare, cappellino per il sole, pranzo al sacco.

– Ritrovo ore 8.50 sede AU.DI.DO. partenza ore 9.00

I coordinatori dell’attività si configurano come persone volontarie che agiscono gratuitamente ed il cui accompagnamento costituisce prestazione di mera cortesia.

Prima della partenza i coordinatori dell’attività informeranno i partecipanti sulle modalità di svolgimento dell’escursione e si riserveranno di apportare modifiche all’itinerario proposto in base alle condizioni meteorologiche qualora si rendano necessarie.